L’Inter ha subìto la cocente eliminazione ai play off di Champions League per mano del Bodo Glimt. Un ko che alimenta le voci di Simeone in nerazzurro ma c’è un aspetto da considerare
Si può archiviare una notte europea con una semplice dichiarazione? Dopo il 3-1 dell’andata e il 2-1 incassato a San Siro contro il Bodo Glimt, l’Inter ha salutato i playoff di Champions League tra fischi, incredulità e tante domande. L’eliminazione pesa. Non solo per il prestigio, ma per come è maturata: squadra fragile, poco lucida, incapace di reagire davvero. Ed è proprio nelle ore più delicate che nascono le voci, spesso incontrollabili.
Dalla Spagna, il programma El Chiringuito ha sganciato la bomba: Diego Simeone avrebbe un pre-accordo con l’Inter per la prossima stagione. Una notizia che ha fatto il giro dei social in pochi minuti. Il Cholo, dopo 16 anni all’Atletico Madrid, sarebbe pronto a cambiare aria. Uno scenario affascinante, soprattutto per chi ricorda il suo passato nerazzurro da giocatore e quella Coppa Uefa alzata nel 1998.
La smentita di Marotta e le parole “di circostanza”
Prima di Inter-Bodo Glimt, però, è arrivata la risposta ufficiale. Beppe Marotta è stato netto: “Definiamola una fake news assolutamente, non c’è neanche da parlarne. Siamo straordinariamente contenti di Chivu”. Parole chiare, quasi tranchant. Eppure, chi conosce le dinamiche del calcio sa che nel pre-gara si tende a spegnere ogni incendio mediatico. Anche quando sotto la cenere qualcosa può covare.

Va detto: l’operazione Simeone all’Inter è complicata, per usare un eufemismo. Il tecnico argentino è legato all’Atletico fino al 2027 e, secondo L’Equipe, percepisce circa 40 milioni lordi l’anno. Una cifra fuori scala rispetto ai parametri italiani e ben distante dall’ingaggio di Cristian Chivu. Solo questo basterebbe a raffreddare l’entusiasmo.
Il fascino del ritorno e una pista in salita
Eppure il legame tra Simeone e l’Inter non è mai stato banale. Nell’aprile 2016 disse: “Un giorno tornerò all’Inter”. Parole che oggi tornano a galla con forza. A Milano ha lasciato un ricordo intenso, fatto di grinta e leadership. E in un momento in cui la squadra sembra aver perso identità europea, il suo profilo carismatico stuzzica più di un tifoso.
Ma tra suggestione e realtà c’è di mezzo un mare di variabili. L’Atletico è ancora in corsa in Europa e, nonostante il distacco in Liga dal Barcellona, resta un club strutturato intorno alla figura del Cholo. E l’Inter, al netto della delusione in Champions, ha appena intrapreso un percorso con Chivu. Cambiare ora significherebbe ammettere un errore di programmazione.
Il punto, forse, è un altro. L’eliminazione contro il Bodo ha riaperto ferite e dubbi. In questi casi il nome di un allenatore forte diventa una calamita per le discussioni. Marotta ha fatto il suo dovere, blindando l’attuale guida tecnica prima del match. Ma il calcio vive di opportunità improvvise, di incastri che fino al giorno prima sembravano impossibili.
Oggi la pista è fredda, quasi ghiacciata. Domani chissà. Perché quando un allenatore come Simeone e una piazza come l’Inter si sfiorano, anche solo a livello di suggestione, il confine tra fantasia e possibilità resta sempre un po’ più sottile di quanto si voglia ammettere.





