Inter, fuori dall’Europa quanti milioni persi: Marotta prende provvedimenti, il mercato rischia il conto salato

L’eliminazione dell’Inter dalla Champions League è un colpo durissimo: quasi 70 i milioni persi dai nerazzurri, Beppe Marotta corre ai ripari

Quanto costa un’eliminazione? Non è solo una questione di orgoglio ferito o di sogni europei svaniti. L’uscita dell’Inter contro il Bodo/Glimt in Champions League ha un prezzo preciso, scritto nero su bianco nei bilanci. E fa male quasi quanto il 2-1 di San Siro dopo il 3-1 dell’andata. Perché insieme alla coppa se ne va un tesoretto che avrebbe potuto cambiare l’estate nerazzurra.

La finale di Budapest del 30 maggio resta un miraggio. E con lei circa 65 milioni di euro potenziali, senza considerare incassi da botteghino e indotto. Soldi che non entreranno nelle casse di via della Liberazione. Una differenza pesante rispetto alla scorsa stagione, chiusa con la finale persa contro il Paris Saint-Germain, quando i premi UEFA avevano toccato quota 136 milioni.

I numeri dell’eliminazione: quanto ha perso l’Inter

I calciatori dell'Inter delusi a fine gara
I numeri dell’eliminazione: quanto ha perso l’Inter (Ansa Foto) – BolognaSportnews

Secondo i calcoli di Calcio e Finanza, l’Inter in questa edizione europea ha incassato 71,27 milioni di euro. La cifra comprende 18,62 milioni per la partecipazione, 23,37 milioni di quota europea, 8,6 milioni di quota non europea, 8,13 milioni per la posizione in classifica, 10,5 milioni per i risultati ottenuti e i bonus legati ai playoff. Una cifra importante, certo. Ma lontana dai ricavi della cavalcata 2024/25.

Tradotto: circa 65 milioni in meno rispetto all’anno scorso. E in un calcio dove il mercato si finanzia anche con le notti europee, questa differenza pesa. Beppe Marotta, nel pre-partita, ha provato a rassicurare: “Anche se dovessimo uscire, l’aspetto bilancistico lo andremmo a rimediare in corsa”. Parole che fotografano fiducia, ma che non cancellano la realtà di un budget ridimensionato.

Da Frattesi a Thuram: cosa può cambiare in estate

Meno introiti europei significa riflessioni profonde. Non è un mistero che alcune posizioni siano sotto osservazione. Davide Frattesi ha estimatori in Italia e all’estero. Hakan Calhanoglu resta nel mirino del Galatasaray, con Okan Buruk pronto a un nuovo tentativo. E poi c’è il capitolo Marcus Thuram: clausola da 85 milioni attivabile in estate, rumors costanti e la crescita di Francesco Pio Esposito che offre alternative interne.

Non significa smobilitare. Ma qualche sacrificio potrebbe diventare funzionale a finanziare nuovi innesti. Il rischio, per una squadra che vuole restare competitiva in Italia e in Europa, è di dover scegliere tra continuità tecnica e sostenibilità economica. L’eliminazione dalla Champions League ha acceso questo bivio.

Il punto è semplice: l’Inter può permettersi un’estate conservativa o dovrà inventarsi qualcosa? I conti diranno la loro, come sempre. Ma nel calcio moderno le ambizioni passano anche dai bilanci. E stavolta la sconfitta contro il Bodo non ha tolto solo una coppa. Ha aperto una crepa che il club dovrà saper gestire con lucidità e tempismo. Perché i milioni persi oggi potrebbero trasformarsi nelle decisioni che segneranno la prossima stagione.

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