Rinnovo Spalletti, arriva la decisione della Juventus: da Comolli a Chellini tutti concordi, pronto un nuovo scenario per i bianconeri
Quante volte, negli ultimi anni, la Juventus ha provato a ripartire cambiando guida tecnica? Troppe. E forse è proprio da qui che bisogna partire per capire cosa sta succedendo alla Continassa. Perché a volte la vera notizia non è un acquisto da copertina o una cessione eccellente. È una scelta di stabilità. Una parola semplice, ma che nel calcio moderno suona quasi controcorrente.
Se si ascoltano con attenzione le parole pronunciate ieri dall’amministratore delegato Damien Comolli, il messaggio è chiarissimo: serve continuità. Stesso allenatore, stessa strategia, stessa idea di gioco. Dopo 7-8 cambi in panchina negli ultimi 2-3 anni, traghettatori compresi, la Juventus vuole fermare l’altalena. E il nome su cui costruire il domani è quello di Luciano Spalletti.
Una scelta di identità: perché il rinnovo di Spalletti è più di una firma
Il rinnovo di Spalletti con la Juventus non è solo una questione contrattuale. È una dichiarazione d’intenti. Arrivato alla Continassa il 30 ottobre, il tecnico di Certaldo ha riportato ordine, ma soprattutto identità. E chi frequenta l’ambiente bianconero racconta di uno spogliatoio che si è ricompattato, di una squadra che ha ritrovato convinzione nei propri mezzi.
Da John Elkann a Giorgio Chiellini, passando per Modesto e lo stesso Comolli, il consenso attorno all’allenatore è trasversale. Non è un dettaglio. Nel calcio di oggi, dove tutto si consuma in fretta, percepire una linea comune tra dirigenza e area tecnica è già un passo avanti.
I risultati, certo, restano centrali. La qualificazione alla prossima Champions League pesa e peserà. Ma la novità sta proprio qui: l’idea del prolungamento di contratto di Spalletti andrebbe avanti anche senza la matematica certezza del quarto posto. Un segnale forte. Significa che il progetto viene prima dell’emergenza del momento. Significa che la Juventus crede davvero che la strada intrapresa sia quella giusta.
Tempistiche, ingaggio e mercato: il piano della Juventus

La tabella di marcia sembra già tracciata. Prima l’ufficialità del rinnovo di Weston McKennie, attesa tra lunedì e martedì dopo la sfida contro la Roma. Poi sarà il turno del tecnico. L’ipotesi più concreta parla di un accordo fino al 2028: un biennale con opzione, su cifre attorno ai 3,5 milioni netti a stagione.
Numeri importanti, ma in linea con l’idea di affidarsi a un allenatore di esperienza internazionale. Perché il punto non è solo blindare l’allenatore della Juventus, ma iniziare a programmare con lui. I dialoghi sul mercato, infatti, sono già partiti. L’obiettivo? Alzare il tasso tecnico e l’esperienza con pochi innesti mirati, giocatori di spessore capaci di incidere subito.
È una strategia che, da osservatore, ricorda le Juventus più solide: meno rivoluzioni, più costruzione. Meno scossoni, più coerenza. Spalletti ha convinto tutti, dentro e fuori dal campo, non solo per i punti conquistati ma per l’impronta data al gruppo.
Ora resta un ultimo passo: trasformare questa fiducia in un accordo nero su bianco. E allora la domanda diventa quasi inevitabile: può essere davvero la continuità la chiave per riportare la Juventus stabilmente al vertice? La risposta, forse, comincia proprio da quella firma che a Torino aspettano con sempre meno dubbi e sempre più convinzione.





