Bologna sconfitto dall’Aston Villa, l’unica nota positiva è la grande partita di Rowe, sempre più leader della squadra di Italiano.
Il calcio vive di simboli, e ieri notte il Dall’Ara ha eletto il suo nuovo sovrano, pur in una serata dal finale nerissimo. Jonathan Rowe, londinese classe 2003, è stato il volto della speranza rossoblù: il migliore in campo per distacco, capace di accendere una luce accecante proprio quando il sipario sembrava già calato. Quella gemma allo scadere, un gol di rara bellezza, ha fatto esplodere Bologna in un grido che univa gioia e disperazione, prima che la doccia gelata del terzo gol inglese spegnesse quasi del tutto le velleità di rimonta.
Bologna-Aston Villa, Rowe imprendibile: un leader
La serata di “Sir Jonathan” era iniziata sotto i migliori auspici. Fin dai primi minuti, l’esterno britannico ha giocato con una marcia in più:
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L’intuizione: L’assist millimetrico per Castro, vanificato solo da un fuorigioco impercettibile rilevato dal VAR.
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La visione: Il passaggio perfetto che ha messo Ferguson davanti alla porta, prima che la traversa (e la linea di porta) negassero il vantaggio ai rossoblù.
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La reazione: Mentre il Dall’Ara sprofondava nello sconforto per l’errore di Ravaglia e il raddoppio di Watkins, Rowe si è caricato la squadra sulle spalle, rifiutandosi di arrendersi al destino.

Da scommessa a pilastro: l’investimento che dà i suoi frutti
Non è un caso che Rowe sia l’acquisto più oneroso della storia del Bologna. Quei 20 milioni di euro investiti l’estate scorsa, che a molti erano parsi un azzardo durante i mesi dell’inserimento, oggi appaiono come una benedizione. L’eroe dell’Under 21 inglese ha dimostrato di avere la stoffa del trascinatore, diventando il primo giocatore a scardinare la difesa di Emery dopo tre partite di assoluta impermeabilità.
“Quasi magia Johnny”: un soprannome che ieri sera ha trovato la sua consacrazione definitiva tra i portici di Bologna.
Nonostante l’1-3 sia un macigno che fa piangere il cuore, resta la consapevolezza che questo Bologna ha le armi per ferire i giganti della Premier. Sarà proprio lui, l’uomo dei sogni, a guidare la spedizione nella sua terra natìa tra una settimana. A Villa Park servirà un realismo feroce misto a un pizzico di follia per tentare il “proverbiale impossibile”.
Il gol di Rowe rimarrà scolpito negli annali come il punto di partenza del nuovo progetto: da giugno in poi, il Bologna ripartirà da lui. Ma prima, c’è un ritorno da giocare, un miracolo da inseguire e un popolo che, grazie a lui, ha ancora voglia di sognare.





