Bologna, la sconfitta con il nuovo modulo: cosa non convince dopo la Roma

La sconfitta del Bologna contro la Roma non convince appieno: dal nuovo modulo al futuro di Italiano, cosa sta accadendo in rossoblu

All’indomani della sconfitta interna contro la Roma, la nona casalinga su 16 incontri giocati in stagione, devo purtroppo tornare a sottolineare la sofferenza del Bologna, in particolare in questo ultimo scorcio di campionato. La terza sconfitta consecutiva (Aston Villa, Juventus e appunto Roma) denota la fragilità della squadra guidata da Vincenzino Italiano, figlia – a mio avviso – di un impegno gravoso diluito sulle quattro competizioni fin qui disputate, fra campionato e coppe.

Come ho più volte rimarcato in questa seconda parte di stagione, la rosa a disposizione del mister siciliano evidentemente non era in grado di sostenere un impegno così gravoso, al netto della scia di infortuni che ha colpito la truppa rossoblù.

A tal proposito, bisogna considerare un aspetto non secondario: buona parte delle squadre del massimo campionato sono alle prese con una serie impressionante di infortuni, più o meno gravi, vedasi ad esempio il Napoli di Conte, ma anche la Roma incontrata sabato non ne è stata esente da assenze che hanno condizionato il percorso.

La questione ‘infortuni’ è risaputa e personalmente non ricorso una stagione così dipendente dai responsabili sanitari. Le rispettive infermerie sono piene di giocatori fermi al palo, per traumi o per problemi di natura muscolare; per essere più esaustivo, in questo secondo caso a fine ottobre i giocatori appiedati erano ben 180, attualmente sono 24 dei 60 fermi ai box per motivi di diversa natura.

Italiano, quale futuro a Bologna

Tornando alla qualità della rosa, il concetto è stato indirettamente ripreso anche da Italiano in conferenza stampa rispondendo ad una precisa domanda sul suo futuro a Bologna. Da una parte Italiano ha sottolineato l’importanza di lavorare con “gente come Fenucci, Sartori e Di Vaio” che sono – afferma il tecnico – una garanzia.

E questo è un punto di partenza da sottolineare e sottoscrivere. D’altro canto, alla luce del ritrovato entusiasmo palesatosi in città con il ritorno del Bologna nelle coppe europee – conclude il mister – “i nostri tifosi cominciano a pretendere e noi dobbiamo soddisfare le loro richieste“. La sua affermazione è pienamente condivisibile.

In altre parole, l’appetito vien mangiando e lo stesso allenatore – a ragion veduta – vuole comprendere dai vertici societari quali pietanze il club metterà a disposizione. Al di là del contratto che lega il tecnico di Ribera al Bologna – ancora una stagione – è evidente che la sua permanenza in rossoblù può essere condizionata dai piani societari.

Italiano non accetterebbe di buon grado un eventuale ridimensionamento del budget – squadra derivante dal mancato piazzamento nelle coppe europee. Fattore, peraltro, che potrebbe generare malumori nella tifoseria. A mio parere – del tutto opinabile – il mister non credo sia disponibile a fare da parafulmine.

Oltretutto, è fin troppo semplicistico affermare che il club dovrà privarsi di qualche pezzo da novanta per reinvestire sul mercato e lasciare il certo per l’incerto è sempre un terno al lotto, per tutti, tecnico compreso.

Bologna, la strada della “sperimentazione” presa da Italiano

Vincenzo Italiano dà indicazioni
Bologna, la strada della “sperimentazione” presa da Italiano (Ansa Foto) – BolognaSportnews

Venendo alla partita giocata contro la Roma, per l’occasione Italiano ha intrapreso la strada della ‘sperimentazione’. L’aveva promesso dopo la sconfitta subita a Torino dalla Juventus: “Cercheremo di mantenere l’ottava posizione e allo stesso tempo proveremo nuove soluzioni”.

Che sono prontamente arrivate contro la formazione guidata da Gasperini. Il Bologna – schierato con un modulo inedito, il 3-4-3 in luogo del 4-3-3, ovvero speculare all’avversario – non ha certamente brillato anche perché gli ospiti andavano ‘a cento all’ora’ (oltre al pressing e a verticalizzazioni da paura) e i rossoblù non sono riusciti a tenere il passo e contrastarlo con un gioco costruttivo ed efficace.

Solo Orsolini – e a tratti un egoista Rowe – hanno cercato le giocate vincenti. Nel caso dell’ala ascolana l’ottavo palo colto in stagione sottolinea quando sia difficile invertire il momento negativo. Resta però una bella ed avvincente Roma in stile Gasp. Diamone atto.

Eppoi Malen, un gol e un assist, un talento puro in stile ‘olandese volante’, autore fin qui di 11 centri in 14 partire. E non solo: avete presente il terzinaccio con la cresta biondina che ha fatto soffrire prima Miranda eppoi Joao Mario? Il brasiliano Wesley non soffre affatto di saudade e al pari dei suoi predecessori (cito a memoria Paulo Roberto Falcao, Aldair, Cafu, Zago, Assuncao, Cerezo e i portieri Doni, Julio Sergio e Artur. Tutti un bel vedere … e nel caso di Wesley anche un bel soffrire.

La difesa a tre che piace alla squadra: ma servono più certezze

In merito all’insolito schieramento dei rossoblù, Italiano ha precisato il suo pensiero: “Non era proprio una difesa a tre, abbiamo cercato di far avanzare Lucumi in mezzo al gioco”. Un esperimento – il Lucumi utilizzato ‘alla Calafiori’ ai tempi di Motta – che ha forse generato confusione, troppa direi, ma ammetto che le novità fanno spesso paura.

Lo stesso tecnico ha tenuto a precisare che questa soluzione piace alla squadra e sarà oggetto di miglioramento in vista delle prossime partite, a cominciare dal prossimo match casalingo contro il Cagliari. Mi sento di dire che per blindare l’ottavo posto – in attesa dell’incontro casalingo della Lazio contro l’Udinese – ci vorrebbero più certezze che esperimenti, visto anche l’insofferenza dei tifosi che hanno fischiano a fine gara (28 e rotti spettatori sugli spalti). Ma il carro va dietro ai buoi e a noi non resta altro che accodarsi all’eventuale evoluzione. Vedremo domenica!