Allievi a BSN: “Zanardi, con una grande forza d’animo. Antonelli forte si, ma niente pressioni Mondiali” ESCLUSIVA

A parlare è l’ex prima firma della Formula Uno della Gazzetta dello Sport, sulla morte di Alex e del bellissimo inzio di stagione di Kimi.

Sono giorni di gioia da una parte, di dolore dall’altra. Una grande luce si è accesa per l’Italia in Formula 1 con il primato di Kimi Antonelli nel Mondiale, un buio tremendo è calato sullo sport italiano con l’addio ad Alex Zanardi. Ci vuole equilibrio per mediare tra questi due sentimenti così contrastanti, ci vuole la saggezza di Pino Allievi, il decano dei giornalisti che hanno scritto la storia del motorsport.

Allievi, domanda a bruciapelo : che ricordi ha di Alex Zanardi?

“Di un pilota che già in Formula 3 mi aveva subito impressionato. Ricordo che lo conobbi proprio in quel periodo e fuori dalle piste era veramente una persona molto simpatica. A differenza di altri piloti, nel corso del tempo, non è mai cambiato, rimanendo sempre sè stesso e mai egogentrico ed egoista. Direi che il miglior Zanardi a livello sportivo, si sia visto subito dopo il terribile incidente in Germania, come hanno dimostrato i risultati che ha ottenuto.”

A proposito, quanto incise la sua forza d’animo subito dopo la terribile giornata nel settembre del 2001?

“Per me fu il vero fattore determinante, altrimenti non sarebbe mai riuscito a rialzarsi. Aveva delle vere e proprie qualità nascoste, che l’incidente gli ha permesso di tirargliele fuori, permettendogli d’esprimersi al meglio.”

Sulla carriera di Alex nel Motosport

Non ha ottenuto grandi risultati in F1, si è però tolto tante soddisfazioni in America.

“Si è vero. In F1 Alex ha sempre faticato non trovandosi mai nelle condizioni di ottenere dei risultati importanti. Corse con la Lotus in un momento in cui la scuderia era alle prese con tanti cambiamenti. Arrivato in Williams non è mai riuscito ad instaurare un vero e proprio feeling con la vettura. In America ha avuto la fortuna che tutto gli è girato per il verso giusto. Ha avuto un team dove sin da subito si è sentito in famiglia, che gli ha permesso d’esprimersi al massimo. Direi che la vittoria di Laguna Seca sia stata la più bella ma anche più simbolica, che Alex è riuscito a conquistare.”

Tre vittorie nelle prime quattro gare della stagione : possiamo già parlare di un Kimi Antonelli in lotta per il titolo mondiale?

“Assolutamente no, penso che sia meglio giudicarlo gara dopo gara. A Kimi non è stato chiesto di vincere sin da subito, l’importante è che continui a crescere e vincere altre gare, poi si vedrà cosa riuscirà ad ottenere. La vittoria di Miami credo che sia stata la più bella, per come l’ha costruita e portata a casa. Ha avuto l’abilità e la bravura di tenersi lontano dai casini del primo giro, piazzando due sorpassi a Leclerc e Norris, due veri campioni e ha imposto il ritmo alla corsa amministrando il vantaggio senza commettere errori.”

Kimi Antonelli sul podio ad Interlagos
Cosa pensa dell’avvio di Antonelli (Ansa Foto) – BolognaSportnews

 

Rispetto al 2025, la sua è stata più una crescita tecnica o mentale?

“Direi tecnica, in lui intravvedo già la maturità di un trentenne, con la freschezza mentale di un dicianovenne. Fare paragoni è sempre difficile, ma in Kimi mi sembra di rivedere un po’ Alain Prost per come sapeva gestire le gare, Schumacher per la determinazione e la serietà ed Alonso per l’intelligenza tattica. Rispetto a Verstappen, l’autentico dominatore delle ultime stagioni, Antonelli ha avuto un esordio in F1 migliore, visto i tanti errori che ha commesso l’olandese ai primi anni in Red Bull.”

Non solo ma anche di Trulli e Fisichella.

“D’accordo, ma entrambi rispetto ad Antonelli, non hanno avuto l’opportunità d’avere sin da subito una macchina in grado di lottare per il Mondiale. Rivedo in Kimi la stessa applicazione che ebbe Jarno e la medesima compostezza di guida di Giancarlo.”

Tre piloti che agli inizi della loro carriera hanno avuto un denominatore comune : la famiglia Minardi.

“Un nome, una garanzia. Gian Carlo è una delle poche persone che capisce di corse ma soprattutto di piloti. D’altra parte con lui hanno anche esordito Alonso e Webber.”

Rimane Russell il principale avversario per il Mondiale?

“Si, perché ha la stessa macchina, anche se ho visto una McLaren in crescita. Diversamente dalla Ferrari, che ormai da parecchi anni non riesce ad essere in lotta per vincere, in una vera e propria eterna attesa.”