Napoli-Bologna, sei mesi dopo la sfida del Dall’Ara: senza dubbio una delle migliori partite di questa stagione. Quante cosa sono cambiate da quel periodo…
Ne è passato di tempo da quel 9 novembre, Bologna-Napoli terminò con un netto 2-0, una vittoria convincente firmata dal duo Dallinga-Lucumí. Pensare che il Bologna era in piena corsa Champions e a Napoli quella sconfitta fece traballare la panchina di Conte (il tecnico si prese una settimana sabbatica durante la sosta, ricorda il Corriere di Bologna).
Lunedì Bologna e Napoli si incontreranno di nuovo, questa volta al Maradona, ma sono cambiate parecchie cose rispetto a quella famigerata gara di novembre. Ora i partenopei sono al secondo posto, ormai certi della qualificazione in Champions League, invece i rossoblù sono noni, alle fasi finali di un campionato molto deludente.
Dal Napoli a Napoli, il Bologna un girone dopo: poche ambizioni e tanta amarezza
Quello di novembre 2026 era un Bologna che andava ai 100 all’ora: con la vittoria sul Napoli i rossoblù si trovarono a -3 dalla vetta della classifica e in quel momento di stagione rendevano tutti al massimo. Nemmeno gli infortuni fermavano la squadra di Italiano.
Proprio in quella partita debuttò il 18enne Massimo Pessina, mentre Freuler era ai box con la clavicola rotta e Castro rimase in panchina 90 minuti. Eppure al Dall’Ara fu un monologo felsineo. Il 2-0 subìto dal Napoli fece scivolare i partenopei al quarto posto, con solo un punto di vantaggio sul Bologna e con il sorpasso in blocco di Inter, Milan e Roma.
In città si nominava persino lo Scudetto, e lo stesso Italiano disse: “eventualmente parliamone tra 4 o 5 partite”. Poi, però, il buio: da 1,9 di media punti a partita (compresa la successiva partita di Udine) a 1,16, con 28 punti nei 24 turni a seguire.
Da novembre a oggi il Bologna è uscito caduto nel limbo della mediocrità, pur concedendosi qualche notte di gala in Europa (vedi Roma). Ha anche ritrovato il Napoli, il 22 dicembre a Riyad, perdendo senza appello la finale di Supercoppa.
Lunedì, al Maradona Italiano ritroverà il Napoli in un’atmosfera decisamente anonima: metà classifica, 6 punti da un settimo posto che potrebbe valere l’Europa e i mugugni di un’ambiente che dopo quel 9 novembre si aspettava decisamente di più.

I protagonisti di quella sfida
Emblema della situazione in casa Bologna, l’analisi dei protagonisti di quel Bologna-Napoli 2 a 0. A partire da Thijs Dallinga, che dopo quel gol si è visto poco (per non dire nulla): a gennaio sembrava già con le valigie in mano e probabilmente le prossime saranno le sue ultime 3 partite in rossoblù.
Discorso simile per Lucumí, autore del raddoppio ed MVP del match. Anche per lui si prospettano le ultime gare in maglia Bologna, e – a contrario dell’olandese – sarà difficile sostituire un giocatore del suo calibro, pilastro della difesa rossoblù.
Ma parliamo anche degli assist: il primo lo realizzò Cambiaghi, che ha vissuto un avvio di stagione straordinario per poi spegnersi con il passare dei mesi, tanto da far emergere dubbi sulla sua permanenza. L’altra assistenza nacque dai piedi di Holm, oggi in prestito alla Juve: tanti interrogativi anche sul suo futuro.





