Dopo una seconda parte di stagione ad altissimi livelli ci si aspettava un altro Mondiale per il talento del Lione e di proprietà del Real Madrid
In casa Brasile tutti aspettavano Neymar ma non solo. O Ney dopo tre anni di difficoltà è riuscito a strappare una convocazione che sembrava tutt’altro che scontata. Il classe 1992 non voleva perdere l’appuntamento più importante del mondo del calcio e a 34 anni probabilmente questa è l’ultima grande occasione per sollevare la coppa dopo le tre le delusioni di fila tra 2014, 2018 e 2022.
I verdeoro dal 2002 in poi hanno ottenuto solo la semifinale nell’edizione in casa e poi sono sempre stati eliminati ai quarti di finale con squadre sulla carta più deboli come Olanda, Belgio e infine la Croazia.
Il “figlio” di Ancelotti: da stella attesa a comprimario
Oltre a Neymar, in Brasile c’era grandissima attesa per Endrick. Il talentino viene da una seconda parte di stagione stellare con il Lione in Francia e dopo una prima parte di stagione di panchina con Xabi Alonso al Real con Fonseca ha trovato la sua dimensione e soprattutto gol, assist e tanto minutaggio.
Proprio per questo Ancelotti, che lo ha lanciato ai tempi dei blancos, lo ha voluto inserire nei 26 verdeoro. Ma quello che sembrava un posto certo fino a un anno fa e tutt’altro che scontato.
Nelle gerarchie di punta Endrick parte in fondo, davanti ci sono Igor Thiago e soprattutto Cunha del Manchester United. L’ex Palmeiras ha trovato comunque spazio da subentrato ma la frustrazione è comunque tanta per lui.

Brasile, l’abbondanza del talento in avanti
In un Brasile con forse poco talento a centrocampo, in attacco ci sono delle vere e proprie stelle al Mondiale. Sulla fascia sinistra regna il talento di Vinicius, mentre sulla destra quello di Raphinha, reduce da un’altra annata stellare con il Barcellona.
Da non sottovalutare nemmeno Rayan, baby fenomeno reduce dalla Premier League e infine Neymar, vero leader e stella della Selecao comandata da Ancelotti.





