Un dualismo che ci accompagnerà per tutta la stagione: l’ex attaccante del Bologna Giacomo Cipriani analizza Artem Dovbyk e Roberto Piccoli, le Due Torri dell’attacco rossoblù
Nato e cresciuto a Bologna, Giacomo Cipriani ha vestito rossoblù dal 1999 al 2008: 9 anni intervallati dai prestiti a Lecce, Piacenza e Sampdoria, prima di fare le fortune di svariati club di Serie B e Lega Pro. Un ginocchio malconcio ha condizionato la sua carriera, ma tra grandi anni in Serie A, l’esordio in Coppa Uefa e l’esperienza nell’Under della Nazionale gli hanno consentito di togliersi più di una soddisfazione.
Nella sua intervista al Resto del Carlino, bomber Cipriani ha raccontato il parco attaccanti rossoblù: dall’analisi su Dovbyk ai consigli per Piccoli, le sue parole.
L’ex Bologna Cipriani: “Se ritrova fiducia, Dovbyk può tornare al top. Piccoli mi piace, ma è troppo generoso”
Oggi Giacomo Cipriani guida la panchina del Ravenna U19 come secondo di Daniele Buriani e quando si parla di attaccanti sa ancora il fatto suo:
Dovbyk per tornare il centravanti dominante che era ha bisogno di due cose: la condizione, che sta ritrovando, e la fiducia, che alla Roma non sentiva più. Piccoli invece avrebbe bisogno di sacrificarsi meno per i compagni per arrivare più lucido davanti alla porta. Pero dai, un gol a testa, è un buon inizio
Quello di Dovbyk, poi, pesa in modo particolare:
Più del punto che ha portato in classifica. Quando sei reduce da un infortunio importante riassaporare la gioia del gol ti dà una carica incredibile. A me successe nel giugno 2007, in serie B, all’ultima di campionato: a Bergamo battemmo 5-2 l’Albinoleffe, partita che non contava nulla ma io festeggiai quel gol come una liberazione
Il bomber europeo di Girona o il flop dello scorso anno, qual è il vero Dovbyk?
Quello dei ventiquattro gol in Liga e della prima stagione alla Roma e non c’è motivo di dubitare che possa tornare quel giocatore. Stare a lungo fermo ti toglie tanto, serve tempo. Per dire: col Sassuolo ha fatto un movimento perfetto per staccarsi dal difensore e poi ha mancato l’impatto col pallone. Quella rotazione, tra un mese, la farà senza il peso di una condizione ancora un po’ precaria e quello diventerà un gol.
Analizzando i suoi movimenti e i gol che ha segnato in carriera si capisce che nonostante la stazza Dovbyk non ama andare a duello sui palloni alti. lo su quei palloni mi esaltavo, ma sono cambiati i tempi: oggi si predilige il gioco a terra, anche per le punte centrali
A segnare di testa, invece, è stato Piccoli:
Piccoli è un centravanti diverso da Dovbyk: è più forte dell’ucraino nel gioco aereo e sa attaccare meglio la profondità. E poi gioca molto per la squadra: arrivo a dire a volte pure troppo. Nel senso che non si risparmia mai e apre spazi per i compagni. Gli allenatori i centravanti li vogliono così generosi ma è chiaro che se corri tanto quando arrivi davanti alla porta sei meno lucido

Nuove partenze: Raimondo a Frosinone, il Bologna in salita e Cipriani…
Un certo fiuto del gol ha dimostrato di averlo Raimondo, il “Bell’Antonio” che sta facendo impazzire Frosinone:
Questo ragazzo sta facendo il percorso giusto: dopo un campionato da protagonista in B si sta mettendo alla prova in A in un ambiente che già conosce. Sento dire che è stato un errore mandarlo a giocare in prestito e che doveva restare qui, ma non sono d’accordo: Bologna non è Frosinone, qui serviva un centravanti più pronto. Poi se un giorno Raimondo lo vedrò con la maglia del Bologna sarò solo felice. Certo ha cominciato alla grande, ma il difficile viene adesso
Chi forse poteva partire meglio è proprio il Bologna:
Ha raccolto meno di quanto meritasse. Non mi sono stracciato le vesti per la cessione di Rowe, però il sostituto di Freuler me lo sarei aspettato. Vediamo come va a finire a Napoli: non sembra il posto migliore per fare punti ma a inizio stagione la condizione è ancora ballerina e fa tutta la differenza del mondo
La nuova carriera di Giacomo Cipriani, invece, è iniziata in Romagna, a Ravenna:
Mi è stata data l’opportunità di fare il secondo di Daniele
Buriani all’Under 19. Fare l’allenatore in prima di un settore giovanile mi piacerebbe, ma il secondo fa un lavoro specifico e ha tempo di lavorare sui dettagli. E poi è il Ravenna della famiglia Cipriani: a scanso di equivoci, non siamo parenti…





