Jonathan Rowe durante la sua presentazione ufficiale, ha deciso di rispondere alle dure dichiarazioni rilasciate pochi giorni prima da Claudio Fenucci, amministratore delegato del Bologna.
A margine della chiusura della sessione di mercato, il dirigente rossoblù aveva infatti spiegato apertamente i motivi della separazione dall’esterno offensivo inglese, imputando la cessione a presunti problemi comportamentali e a una mancanza di rispetto verso compagni e spogliatoio manifestata già durante il ritiro precampionato.
Rowe risponde a Fenucci
La risposta del calciatore, seppur formalmente pacata nel rifiuto di alimentare la polemica pubblica, racchiude un sottotesto conflittuale tipico dei divorzi burrascosi nel calcio professionistico. Ecco le sue parole:
Venduto per problemi di atteggiamento? Per chi mi conosce, loro sanno la verità, ma preferisco non parlarne, preferisco concentrarmi sulla stagione e tenere queste cose private
Trincerarsi dietro la formula «chi mi conosce sa la verità» rappresenta il tentativo di difendere la propria reputazione professionale ed etica senza però innescare una guerra dialettica frontale. Rowe preferisce voltare pagina e concentrarsi sul campo, ma non smentisce del tutto la frattura, confermando implicitamente come la rottura con l’ambiente emiliano fosse ormai insanabile.
Dal punto di vista societario, la presa di posizione di Fenucci evidenzia una precisa linea gestionale: il Bologna ha voluto ribadire che la coesione del gruppo e il rispetto delle regole interne prevalgono sempre sul talento individuale. Quando un elemento mostra insofferenza o atteggiamenti divisivi, la dirigenza preferisce monetizzare o tagliare i rami secchi prima che l’equilibrio dello spogliatoio ne risenta. Tuttavia, accusare pubblicamente un calciatore ceduto resta una mossa insolita ed energica, indice di quanto il club si sia sentito tradito sul piano umano e comportamentale.

Rowe non dimentica Bologna
Per il giocatore, d’altro canto, il silenzio diplomatico è la strategia più razionale. Scendere nei dettagli avrebbe solo alimentato indiscrezioni e distrazioni, proprio nel momento in cui deve integrarsi in un nuovo progetto tecnico e conquistare la fiducia di un nuovo allenatore e della nuova tifoseria. La vicenda testimonia come, dietro le mere transazioni economiche del calciomercato, l’aspetto psicologico e caratteriale resti il vero fattore discriminante per la permanenza o l’addio di un atleta ad alto livello.
Il giocatore nerazzurro ha inoltre ricordato la sua breve esperienza a Bologna così:
Ho passato poco tempo con loro, ma sarò sembre grato a loro per avermi permesso di dimostrare il meglio. L’atmosfera che abbiamo creato era grandiosa. Sono ancora in contatto con alcuni compagni che saranno miei amici per la vita, li ho salutati quando sono andato via. Ma ora sono concentrato sull’Atalanta





