Un solo punto in classifica dopo tre giornate, il Bologna di Tedesco ha diversi problemi emersi fin qui: l’analisi dalla difesa all’attacco
Dopo tre giornate di campionato il primissimo bilancio del Bologna di Tedesco – un punto in classifica – può essere interpretato in diversi modi. Se ci mettiamo nei panni del sostenitore cosiddetto “brontolone” che vorrebbe – nella maggiore dei casi – una squadra spacca sassi, va da sé che questo primo brodino somministrato al “Dall’Ara” contro il Sassuolo non va proprio giù. Per lui risulta una minestra insapore a fronte di una bella tagliatella al ragù in cui il bolognese si rispecchia e si misura nei momenti più spensierati della giornata.
Al contrario, il tifoso più “ragionato” tende a giustificare l’operato dei propri beniamini (allenatore compreso) in quanto c’è consapevolezza delle difficoltà incontrate dalla squadra in questa prima parte di campionato. Il cambio dell’allenatore – da Italiano a Tedesco – e una rosa completata negli ultimi giorni di mercato sono i principali motivi che portano il Bologna a misurarsi in una posizione di classifica, il 15^ posto, poco incline con le ambizioni della società.
Difesa, il reparto più sofferente: già 4 gol incassati

Il cosiddetto “tifoso ragionato” è colui che tende a sdrammatizzare il momento giacché la priorità è sostenere la squadra. Talvolta si nasconde dietro a prove discutibili dell’arbitro – nessuno è perfetto – e giustifica qualsiasi errore sin qui evidenziato. Non c’è nulla di strano in questo atteggiamento volto a preservare l’amore per i colori della propria squadra. E non c’è nulla di strano anche nell’atteggiamento del “mal goduto” di turno (termine forgiato per indicare le persone incontentabili) in quanto la soggettività è parte dell’essere umano. Ricordiamo una frase ricorrente, “chi paga il biglietto ha tutto il diritto di dissentire”, a cui spesso ricorrono presidenti ed allenatori contestati.
Venendo all’accennato bilancio di queste prime partite giocate dai rossoblù, emergono dati su cui credo sia utile soffermarsi. La difesa pare essere il reparto più sofferente con 4 reti subite. Il condizionale è d’obbligo in quanto un solo reparto non gioca da solo. In generale l’insieme dei reparti fa la squadra e nel caso del Bologna la difesa è mal supportata dal centrocampo.
Centrocampo in cerca della quadra, errori di valutazione di Tedesco

Pur avendo ritrovato un Ferguson a buoni livelli, il centrocampo del BFC ha dimostrato ad oggi che deve ancora trovare la quadra: prima El Azzouzi eppoi Odgaard e Pobega non sono stati all’altezza delle aspettative, privando alla squadra quel filtro necessario per evitare errori al reparto difensivo. Il portiere Skorupski ne ha pagato le conseguenze sullo stesso palo (quello alla sua destra) in tre occasioni, a vantaggio di Frattesi (Lazio), Samardžić (Atalanta) e Doig (Sassuolo): nelle rispettive situazioni gli avversari non sono stati per nulla contrastati.
Al di là dei numeri a favore dei rossoblù – in tre gare fatti 51 tiri complessivi di cui 14 in porta, due pali colti e diverse occasioni da gol – noto anche qualche errore di valutazione da parte del nuovo tecnico. Non me ne voglia. Ad esempio, credo sia stato prematuro avvicendare Helland con Theate. Fin qui Helland aveva fatto bene, mentre Heggem è apparso provato dagli sforzi fatti al recente Mondiale. Con la Lazio Helland si è ben comportato sia in difesa (sul gol di Frattesi vedo più l’incertezza di Heggem che quella del 21enne norvegese) che in attacco dove si è reso pericoloso con due occasioni importanti (di testa e di piede). Con l’Atalanta poi è stato perfetto concedendo un solo respiro al suo dirimpettaio Scamacca.
Già sei cartellini gialli: eccessivo nervosismo
Del centrocampo mi sono già espresso, mentre in attacco – ammetto – mi hanno sorpreso i due nuovi centravanti Piccoli e Dovbyk, entrambi in rete contro il Sassuolo, con due gol cercati e ben confezionati. Mi auguro per loro (e per noi) che possano quanto prima rialzare la statistica negativa dell’attacco, quattordicesimo posto insieme a Cagliari, Lecce e Venezia.
Dalle statistiche emerge un altro dato negativo, 45 falli fatti a fronte di 37 subiti, 6 cartellini gialli subiti, che può indurre a pensare ad un eccessivo nervosismo. Oltretutto le espulsioni comminate ai due massimi esponenti della panchina, prima a Tarozzi eppoi al capo allenatore Tedesco non sono un buon segnale. Tedesco deve essere il primo a dare l’esempio alla squadra e le due giornate di squalifica non aiutano. Per rimanere in tema stigmatizzo anche il comportamento di Joey Saputo, che a fine gara si è rivolto all’arbitro Di Bello in modo poco socializzante. Scontata l’inibizione.
In ultimo, il possesso palla e l’accuratezza nei passaggi: numeri che ci permettono di guardare con ottimismo al prossimo impegno col Napoli. Avere il pallino del gioco in mano conforta (a vantaggio con la Lazio il 58% e con il Sassuolo il 60%. Solo contro l’Atalanta il BFC ha ceduto alla superiorità territoriale (59%). Per quanto concerne il passaggio all’indietro emerge un dato su cui bisogna ancora lavorare: 412 in tre gare significa che spesso i rossoblù si trovano muro a muro con l’avversario, pertanto sono costretti a ripartire da dietro. Confortanti, infine, i passaggi accurati che sono 528, dietro solo all’Inter.





