Il Bologna è stato costruito senza un regista: come può risolvere la situazione Palladino prima dell’opportuno intervento sul mercato
C’è un’assenza che, nel calcio, finisce per pesare più di una presenza ingombrante: quella di un uomo capace di dare ordine al gioco, di governarne i tempi, di trasformare il possesso in una trama e non in una semplice successione di passaggi. Nella costruzione della rosa del Bologna, quel ruolo è rimasto scoperto, quasi come una crepa discreta destinata a diventare evidente soltanto quando il pallone ha cominciato a chiedere qualcuno in grado di domarlo. È mancato un regista, e con lui è venuta meno una porzione di qualità, di palleggio e di geometrie nel cuore della squadra.
Un’assenza pesante: come può ovviare il problema Palladino
Una lacuna che oggi presenta il conto e consegna a Raffaele Palladino un compito tutt’altro che agevole, vale a dire trovare una soluzione che possa ovviare il problema, prima dell’intervento opportuno (per non dire obbligatorio) nella prossima sessione di calciomercato.
In parte si è notato nel match d’esordio del Torino, ma la sensazione è che la soluzione più plausibile sembra quella di un cambio di piano partita. Non avendo in squadra palleggiatori, dopo la partenza di Freuler (non sostituito) e l’utilizzo col contagocce di Moro, il Bologna, come fatto parzialmente con i granata, deve alzare la pressione offensiva per recuperare il possesso sulla trequarti avversaria e colpire subito. Da una di queste è infatti scaturità l’occasione più ghiotta (ma non capitalizzata) con Pobega nel match di pochi giorni fa.
Centrocampo con poca qualità: Palladino corre ai ripari
Risulta infatti complicato, almeno al momento, alzare il baricentro e provare a condurre il match tenendo il pallino del gioco, avendo giocatori poco inclini al fraseggio.
L’auspicio è che questa lacuna venga colmata nel mercato di gennaio per consentire al nuovo allenatore di impostare anche diversamente il piano gara. Nel frattempo Palladino avrà a disposizione tre settimane per lavorare e collaudare una pressione offensiva organizzata.





