Bazzani: "Con Thiago Motta scordatevi i moduli. Fermarsi ora è un peccato, ma ora può lavorare con calma"

L'ex membro dello staff di Mihajlovic ha parlato del Bologna e del tecnico in un'intervista a "la Repubblica"

Scritto da Enrico Traini  | 
Fabio Bazzani

Fabio Bazzani, ex membro dello staff di Mihajlovic durante la sua avventura al Bologna, ha parlato del modo di allenare di Thiago Motta in un'intervista al quotidiano “la Repubblica”. Di seguito le sue parole.

Sul calcio di Thiago Motta: “Scordatevi i moduli come li abbiamo conosciuti in questi anni. Star lì a scervellarsi sui moduli, con un allenatore come Thiago Motta, non ha più molto senso. Chiamiamolo pure calcio moderno. Il calcio di Thiago, e naturalmente non solo suo, il primo che mi viene in mente di questo filone è De Zerbi, è un calcio fluido, che anziché i ruoli teorizza l’occupazione degli spazi. Ci sono i ruoli e ci sono le funzioni. Prendete il primo gol di Aebischer. C’è un terzino che scende e crossa, ma non è un vero terzino, perché Lucumì fa il difensore centrale. Poi c’è un centrocampista come Aebischer, che da un po’ di tempo viene schierato all’ala senza esserlo, il quale fa un gran taglio a centro area sfruttando lo spazio, un taglio da centravanti- Se riguardate il primo gol, Arnautovic rifinisce l’azione, s’abbassa, e là davanti si crea uno spazio vuoto. Che Aebischer va ad aggredire con una gran giocata”. 

Sulla gara contro il Sassuolo: “L’altra sera Motta ha presentato una squadra imbottita di centrocampisti e senza attaccanti esterni e lo ha fatto per prendere il possesso del gioco e toglierlo al Sassuolo, che quelle cose solitamente sa farle molto bene. Motta ha puntato su tanti palleggiatori, la sua idea, che ha funzionato benissimo, era quella di togliere punti di riferimento agi avversari, di favorire gli inserimenti continui alle spalle di Arnautovic, sfruttando giocatori che erano tutti più o meno intercambiabili. Ad esempio, in altre gare avevamo visto Dominguez più avanzato, col Sassuolo invece era più spesso in mediana vicino a Dominguez e s’inseriva maggiormente Ferguson”. 

Sul suo subentro in panchina: “Quando subentri hai questo vantaggio, o meglio, è più facile averlo, ma non c’è nulla di scontato, infatti ci sono allenatori in grande difficoltà pur essendo arrivati a stagione in corso. Motta è riuscito a coinvolgere tutti e questo è un altro grade merito, tutti lo seguono nonostante il suo avvio sia stato pieno di problemi. Ma la sua forza è dipesa dal fatto che è riuscito ugualmente ad essere credibile”. 

Sulla sosta: “Da un certo punto di vista sì, perché ora le cose vanno bene, e quindi fermarsi è un peccato. Però in fondo Motta non è qui da molto il tempo adesso potrebbe servirgli, con il vantaggio di poter lavorare in serenità visti i risultati ottenuti. Quindi sarà nelle migliori condizioni per poter trasmettere il suo calcio. In fondo, con soli due giocatori al Mondiale – Aebischer e Skorupski – ha il grande vantaggio di poter reimpostare una mini preparazione”.

 

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