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Match Analysis: la Roma di Josè Mourinho

Andiamo ad analizzare i princìpi di gioco della Roma di Josè Mourinho, prossimo avversario del Bologna

Scritto da Tommaso Ferrarello  | 

Una settimana da sogno quella appena vissuta dal Bologna. Iniziata col divertente pareggio casalingo contro l'Udinese e passata poi dalla vittoria sull'Inter che ha rallegrato i cuori e gli animi rossoblù. Per chiudere il trittico di partite, il Bologna farà visita, domenica sera alle 20.45, alla Roma di Josè Mourinho, reduce da 3 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta nelle ultime 5 uscite di campionato. I giallorossi si trovano a -8 da un piazzamento Champions e con solo quattro giornate pare difficile che Abraham e compagni riescano a centrare tale obiettivo. La corsa all'Europa League, però, è più viva che mai, con ben 4 squadre raggruppate in solo 3 punti. 

Motivo per cui, sfruttando il fattore campo, la Roma cercherà di strappare 3 punti ad un Bologna super in salute che, a sua volta, potrà fare leva sul faticoso cammino europeo dei giallorossi. La partita contro il Leicester giocata giovedì sera avrà senza dubbio tolto energie fisiche e nervose alla Roma. I rossoblù lo sanno bene e proveranno ad abbattere un'altra delle grandi del nostro campionato, dopo Milan, Juventus e Inter.

LE FORMAZIONI

Mourinho aveva iniziato la stagione insistendo parecchio sul modulo 1-4-2-3-1. Questo assetto, però, nel corso delle settimane ha perso di solidità e convinzione, motivo per cui il tecnico portoghese è stato spinto a ripensare a qualche modifica. Da circa dicembre, la formazione dei giallorossi è stata organizzata in una sorta di 1-3-4-2-1. Il reparto arretrato è composto da calciatori abili soprattutto nel difendere alti e su linee di anticipo, ma che soffrono le fasi di difesa posizionale in area. A centrocampo Mourinho ha voluto a tutti i costi Sergio Oliveira per dare più equilibrio e qualità in fase di regia, con la transizioni continue di Mkhitaryan, calciatore molto duttile che unisce forza e abilità tecniche. Corsa e freschezza atletica vengono assicurate da Karsdorp e Zalewski, addetti a coprire le corsie laterali. Pellegrini in rifinitura, con Abraham punta di diamante del gioco giallorosso targato Mourinho.

FASE DI POSSESSO PALLA

Nella prima costruzione la Roma muove spesso palla coi 3 centrali difensivi, con l'appoggio del play di turno, solitamente Sergio Oliveira. Uno dei principi di gioco dei giallorossi sul primo sviluppo è cercare la zona sinistra del campo con Zalewski, calciatore molto abile nel ricevere e venire dentro al campo con imprevedibilità, buoni tempi di gioco e soprattutto qualità nella gestione. Come vediamo infatti nell'immagine 1, i 3 difensori centrali sono molto attivi e partecipi sul giro palla. Oliveira si propone centralmente in appoggio, ma Smalling cerca lo 'sfogo' su Zalewski aperto a sinistra e con maggiore libertà nel poter proseguire la fase di costruzione. 

IMMAGINE 1 - Il 3+2 in fase di costruzione della Roma, con la ricerca dello ‘sfogo’ su Zalewski aperto a sinistra

La Roma di Mourinho gioca un calcio pulito e verticale. Difatti i giallorossi sanno alternare fasi di palleggio a momenti in cui si punta sulla ricerca immediata della verticalità. In rosa sono inoltre presenti calciatori adatti alle transizioni, dotati di gamba, forza e velocità. Come vediamo nell'immagine 2, la Roma muove il pallone col reparto difensivo, senza aver troppa fretta. Improvvisamente Zalewski pesca con un lancio ravvicinato e in verticale, Mkhitaryan, posizionato all'altezza del cerchio di centrocampo. L'armeno si appoggia poi su Oliveira, completamente libero da ogni marcatura, con tempo e spazio per portare palla e andare a sviluppare gioco sulla corsia di destra, presenziata da ben 3 giocatori. E' molto interessante vedere lo scaglionamento della formazione giallorossa in mezzo al campo. Si viene a creare il contesto perfetto per la “palla avanti-palla indietro”. Questo consente di guadagnare campo in avanti, muovendosi anche alle spalle delle linee di pressione avversarie.

IMMAGINE 2 - Scaglionamento perfetto in mezzo al campo, palla avanti-palla indietro per guadagnare metri

Mourinho ha impostato una squadra che gioca un calcio molto verticale e veloce. La strategia principale è dunque utilizzare la profondità. Spesso, con palla ai difensori o a chi imposta il gioco, si cerca l'attacco diretto su Abraham o Zaniolo, con il reparto di centrocampo sempre pronto ad accorciare in avanti e a dare sostegno. Questo permette sia di saltare la pressione avversaria, ma anche di andare subito ad attaccare con tanti uomini nell'altra metà campo (immagine 3).
L'acquisto di Abraham nel mercato estivo, è stato necessario proprio per questa ragione. La punta inglese è molto forte negli spazi aperti e nell'attaccare la profondità. E' un attaccante verticale che predilige giocare lungo piuttosto che sulla figura. Mourinho l'ha richiesto espressamente alla dirigenza in modo tale da riuscire a sviluppare al meglio il suo gioco.

IMMAGINE 3 - Una delle chiavi tattiche della Roma è la ricerca veloce della profondità

FASE DI NON POSSESSO PALLA

La Roma, in fase di non possesso palla, alterna la pressione in base ai momenti e al tipo di partita. Contro una squadra come il Bologna è presumibile che Mourinho voglia una prima pressione abbastanza intensa, nonostante i rossoblù abbiano dimostrato più volte di saper palleggiare anche vicino alla propria area di rigore. In questa situazione, raffigurata nell'immagine 4, la Roma concede il primo giro palla al Leicester. Il portatore ha infatti libertà di giocata, ma gli appoggi vengono ben presto oscurati, con Pellegrini posizionato in marcatura stretta sul play avversario. La linea dei due centrocampisti centrali si stringe centralmente per ‘schermare’ e costringere gli avversari a giocare lungo. Situazione favorevole per la Roma che ha a disposizione difensori abili a giocare in campo aperto e nei duelli individuali. 

IMMAGINE 4 - La Roma concede il primo giro palla all'avversario, marcando gli appoggi e oscurando il gioco centralmente

Un'altra situazione interessante è quella raffigurata nell'immagine 5. Anche in questa slide la Roma concede il giro palla all'Inter, almeno fino al cerchio di centrocampo. Sul passaggio verticale scatta però il pressing. Mkhitaryan e Abraham vanno dunque a coprire gli appoggi; curioso vedere il movimento di Mancini che rompe la linea difensiva e si alza con aggressività fino al centrocampo per difendere in avanti e andare a prendere il portatore di palla. Alle sue spalle i centrocampisti danno comunque copertura, con Smalling e Ibanez (non presente nell'immagine) che lavorano uomo su uomo sfruttando i duelli individuali.   

IMMAGINE 5 - L'interessante uscita di Mancini che rompe la linea difensiva per andare a prendere il portatore avversario a centrocampo

In area di rigore, infine, la Roma si schiera difendendo a uomo, che sia su un cross dalle corsie esterne, un calcio piazzato o un calcio d'angolo. Si creano dunque dei veri e proprio duelli individuali in cui è fondamentale essere solidi e vincerli. I giallorossi, però, hanno dimostrato più volte nel corso del campionato di soffrire le fasi di difesa posizionale in area di rigore, non disponendo di calciatori così abili nelle marcature strette. Motivo per cui il Bologna dovrà tentare assolutamente di fare leva su queste difficoltà che la Roma non è riuscita a risolvere nel corso della stagione.

PUNTI DI FORZA: squadra con buone individualità; giocatori abili tecnicamente; verticalità eseguita molto bene; densità sulla trequarti avversaria con numerosi giocatori tecnici e di gamba.

PUNTI DEBOLI: poca precisione nel primo giro palla in costruzione; difensori non sempre attenti per tutti i 90'; difficoltà nelle fasi di difesa posizionale in area di rigore. 


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