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Chivu: “Bologna grande squadra. Modello di gioco? Non posso anticipare troppe cose a Italiano”

Il Bologna di Vincenzo Italiano è in rampa di lancio e i numeri da record lo testimoniano. Per continuare questo trend positivo, i rossoblù però dovranno avere la meglio sul Parma questo sabato pomeriggio. La partita sarà ricca di insidie, sia perché si tratta di un derby, sia perché i ducali hanno appena cambiato guida tecnica. Gli emiliani si sono infatti affidati a Cristian Chivu, il quale ha appena terminato la sua conferenza di presentazione. Diversi i temi trattati, tra cui anche la sfida di sabato contro il Bologna. Ecco un estratto di quanto ha dichiarato.

Le parole di Chivu sulla nascita dell’accordo e i primi giorni di lavoro

Ci siamo conosciuti il giorno stesso che ci siamo trovati a Parma. Sono stato sorpreso dalla chiamata di una società che ha avuto il coraggio di chiamarmi per un colloquio. Conosco bene la realtà di una società con un progetto importante a lungo termine, mi fa piacere esser stato contattato e scelto. I primi giorni sono impegnativi, sei in un frullatore continuo. Mille persone da conoscere e qualcosa che succede ogni minuto ma la priorità è la squadra, conoscere i giocatori anche a livello caratteriale e impostare la prossima partita

Sulla partita contro il Bologna

Mi fa piacere ritrovarmi in una società di grandi ambizioni. C’è un progetto importante. La squadra è ricca di giovani di qualità su cui la società ci punta, il nostro compito è ottenere risultati e dargli la possibilità di crescere. Manca qualcosa come autostima in questo momento a causa dei risultati, mi sono focalizzato sul ridare fiducia e coraggio. Bisogna esser propositivi, conta tanto la fiducia in un giovane. I miei ragazzi sono i più bravi, io devo dar loro il massimo. Il modello di gioco non lo anticipo, non posso anticipare troppe cose a Vincenzo Italiano. Il Bologna è una grande squadra, abituata a fare un certo tipo di calcio, non credo sia preoccupato. Ovvio che ogni partita poi è complicata in Serie A, nessuno regala nulla

Santiago Castro e Emil Holm contro il Parma (ph. Image Sport)

Le parole di Chivu su Bernabé

E’ un ragazzo talentuoso e di qualità, devo ancora scoprire meglio il ruolo anche se lo conoscevo prima e l’ho visto lavorare. E’ un centrocampista totale, può fare tutto in un centrocampo a due e a tre e nasce anche come trequartista. Devo conoscerlo in fretta e metterlo a disposizione della squadra, mettendolo nel ruolo dove si trova meglio. Questo è il nostro compito

Su che impressione gli ha fatto il Parma e su come si entra nella testa dei giocatori

Nella testa dei giovani si entra dandogli fiducia, parlando e dando feedback. Cercare i tasti giusti per essere ascoltati e guadagnarsi punti come credibilità. E’ importante per loro avere davanti una persona credibile, che riconoscono come qualcuno che trasmette qualcosa che può servire nel calcio e nella vita. Serve una certa sensibilità, bisogna avere l’approccio giusto con ogni persona che è diversa. La comunicazione e la fiducia trasmessa sono importanti

Sul momento della squadra, la fatica a segnare e dove bisogna intervenire

Non è un momento semplice, manca fiducia. Il nostro focus è stato su questo, abbiamo cercato di trasmettere entusiasmo per avere un approccio diverso rispetto a quello delle ultime gare. Servono tempo e pazienza, ci vuole determinazione per far sì che la squadra possa avere un approccio caratteriale diverso

Sulle condizioni fisiche e su come si fa ad avere un impatto in poco tempo

In primis servono punti, sono le partite vinte a render tutto più semplice. Aiuta a lavorare bene insieme e anche sul singolo giocatore. Ci vuole qualcosa in più rispetto a quello che è stato fatto. Serve più responsabilità dei singoli, devono tirare fuori la voglia di mantenere la categoria. Non posso giudicare la squadra fisicamente perché è giù sul piano mentale, le cose vanno fatte di pari passo. Dovremo fare tanto lavoro anche sul fisico, sui cui si è già lavorato, ma l’aspetto mentale ora vale di più

Adrien Bernabè (ph. Image Sport)

Sui punti di forza e dove deve lavorare in particolare

Possiamo migliorare in tutto e abbiamo l’obbligo di farlo. Si lavora su ogni reparto, si passa dalle individualità al collettivo. Tutti i giocatori possono migliorare

LEGGI ANCHE: Italiano nell’Olimpo dei grandi allenatori europei: il record è incredibile

 

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