Più volte si è espresso in detta del “suo” Bologna, senza però farsi sfuggire nulla che non facesse clamore tra la stampa. Anche quest'oggi, come ci riporta l'edizione odierna del Resto del Carlino, l'ex figura celebre nell'ambiente rossoblù, Renato Villa, non si è certo risparmiato sulla questione legata al mercato attuale del club felsineo: “Tutti gli allenatori in questa fase della stagione vogliono il meglio per la loro squadra: poi ci sono quelli che lo pensano solo e quello che lo dicono anche. Anche perchè la regola è: se alla tua società non chiedi nulla non ti danno nulla, se chiedi tanto qualcosa alla fine arriva. Non so se questo sia vero: di sicuro ha fatto dei passi indietro. Sui due nuovi arrivati (Beukema e El Azzouzi) sospendo il giudizio perchè immagino che sul loro valore non abbia ancora un'idea chiara nemmeno l'allenatore. Però so bene chi il Bologna ha perso: Soumaoro per infortunio, Soriano, Sansone e Medel per scelte tecniche, senza dimenticare Cambiaso e Kyriakopoulos. Ricordo solo che Sansone è uno che tre partite lo scorso anno te le ha fatte vincere e ad oggi non c'è un sostituto. Oggi Motta ha un organico più debole di quello che aveva a maggio. però c'è un mese di mercato davanti e qualche giocatore per migliorare la qualità della squadra arriverà per forza. Saputo in questi anni di soldi ne ha messi e non si può pretendere che ogni stagione tiri fuori 20-30 milioni per far quadrare i conti. Qualche cessione eccellente potrebbe dare un pò di ossigeno alle casse, ma vedo che anche su questo fronte siamo fermi. Quante volte abbiamo sentito dire, fino a qualche mese fa, che Dominguez non si cedeva per meno di 20-25 milioni? All'atto pratico oggi fai fatica a prenderne dieci. D'accordo, è un calciatore che va in scadenza: ma io credo anche che spesso tendiamo a sopravvalutare il valore dei nostri calciatori. Faccio una domanda: quanti dei nostri titolari oggi troverebbero spazio nelle prime sette squadre della Serie A? Rispondo io: pochissimi. Non so se per Orsolini si tratti di pubalgia. Se così fosse non ci sono tempi certi di guarigione e in ogni caso oggi Motta non può contare su di lui. Su Barrow dico che se si ripresenta nella versione della scorsa stagione siamo messi male. Sui dissidi tra Motta e Arnautovic, da tifoso mi auguro si siano chiariti. Poi un conto è andare d'amore e d'accordo in estate e un altro quando cominciano le partite vere. Ma Arnautovic resta il calciatore più forte di questa squadra e anche se non si allena al cento per cento in settimana l'importante è quello che ti dà il giorno della partita. E con Arna, se fisicamente sta bene, si va sul sicuro. Il mal di pancia di un allenatore non proietta ombre sinistre sull'intera stagione perchè succede anche a Gasperini, Juric e a Mourinho. Io vedo però un problema di obiettivi che non coincidono: Motta è ambizioso e vuole crescere in fretta, il Bologna invece è un club che anche quest'anno non avrà problemi a salvarsi con largo anticipo, ma come sempre non ti dà l'impressione di voler davvero crescere. Alla Conference League ci siamo andati vicini e arrivarci avrebbe voluto dire dare una spinta enorme a una tifoseria che è già carica di suo. Sento dire: se vai in Europa poi devi spendere. Mica vero: fai due turni, esci e hai fatto felice i tifosi. Il mio Bologna (nel 1990-91) arrivò fino ai quarti di Coppa Uefa con lo Sporting. E' vero, quell'anno retrocedemmo in B: ma prova te a salvarti con nove titolari fuori per infortunio”.

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