L’edizione odierna de La Repubblica, riporta l’intervista di Lorenzo De Silvestri, ospite d’eccezione al Master in comunicazione e marketing a Bologna. Il terzino ha parlato agli studenti per un’ora.
Un traguardo impensabile a inizio stagione, ma non dopo la vittoria in Coppa Italia sull’Inter: Ii, vedendo Motta esultare in scivolata assieme a noi, ho pensato che se eravamo in grado di battere al supplementari la squadra destinata a vincere lo scudetto allora avremmo potuto fare qualcosa di straordinario. E cosi è successo.
È come se in un grande puzzle tutti i pezzi fossero andati nell’ordine giusto, dal presidente che per il primo anno è sempre stato presente tutti i giorni a Casteldebole alle idee innovative di Motta, passando per l’alchimia meravigliosa che si è creata nello spogliatoio, dove si è sempre respirata leggerezza e fiducia. «Non è stato scontato ottenere questi risultati in un gruppo co diverso per età e nazionalità. A volte mi sono ritrovato a fare i discorsi motivazionali pre partita in varie lingue, ma la vera sfida è stata far sentire coinvolti anche i ragazzi meno utilizzati. Quando però vedi che tutti esultano alla stessa maniera, capisci che tutto ha funzionato davvero.
Nel periodo Sinisa non ci siamo limitati a fare i calciatori, abbiamo fatto tante cose in più, soprattutto a livello mentale. Con Motta ci siamo abituati a idee nuove, che all’esterno potevano sembrare impopolari, ma che dal nostro punto di vista erano pertettamente motivate sulla base degli allenamenti. Il suo è un modo di fare molto schietto, con momenti di grande coinvolgimento, come l’asado cucinato in campo, o le cene pagate dall’ultimo arrivato, per farlo sentire subito parte integrante del gruppo.
Questi momenti fotografiamoceli bene in testa: bisogna ricordarsi gli occhi della gente, bisogna mettersi a sedere, godere e congratularsi con sé stessi. Occorre capire cos’abbiamo fatto realmente, per ché solo cosi lo assimileremo meglio. Quest’anno la regola è stata “se vai da solo vai veloce, ma se vai insieme vai lontano”. Dovrà essere cosi anche per il futuro.
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