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La Virtus Bologna ruggisce sotto le plance

La Segafredo sfrutta al meglio il suo reparto "pesante", cresciuto esponenzialmente negli ultimi mesi.

Scritto da Alessandro Iannacci  | 
Shengelia e Jaiteh (Foto Virtus Bologna)

E' una Virtus che riesce a superare i momenti più difficili, portando a casa il risultato nonostante gli ostacoli che la singola partita è capace di presentare. Nella sfida giocata al Paladozza ieri sera i bianconeri hanno tirato con un misero 8.3% dalla lunga distanza, trovando il fondo della retina soltanto con due tentativi estemporanei di Pajola e Shengelia, non certo i tiratori più pericolosi del roster. Un dato statistico che avrebbe potuto mettere in ginocchio tante squadre, soprattutto se rapportato alla grande precisione degli avversari dal perimetro (42,3%). Nonostante ciò, gli uomini di Scariolo sono riusciti ad aggirare il problema puntando il loro gioco sulla predominanza dei propri lunghi, che hanno risposto colpo su colpo alle triple di Blossomgame e compagni. 

Non è la prima volta che il reparto “pesante” della Virtus Bologna si rivela decisivo nell'economia della singola partita e per questo va dato merito a Sergio Scariolo, capace di integrare al meglio gli innesti di mercato e di far crescere individualmente i suoi giocatori nell'arco della stagione. Su Jaiteh sono state già spese molte parole e l'imponente doppia doppia che ha guidato la Segafredo al successo contro Ulm (27 punti e 11 rimbalzi) è solo l'ennesima conferma dell'evoluzione tecnica di questo giocatore. Arrivato dalla Turchia con qualche incognita, il centro francese è diventato improvvisamente la prima scelta della Virtus sotto le plance dopo l'infortunio di Udoh. Jaiteh ha impiegato qualche settimana per adattarsi al nuovo status, ma una volta perfezionata la comunicazione con Teodosic e compagni ha saputo garantire una crescita costante e inarrestabile, diventando uno dei centri più efficaci in Europa. In realtà nella esperienza al Gaziantep aveva già dimostrato di saperci fare, collezionando doppie doppie contro avversari di alto livello, ma non era scontato che riuscisse a centrare un ulteriore upgrade in maglia Segafredo.

Un altro giocatore che è cresciuto molto nelle ultime partite è Sampson. Il lungo atipico, arrivato ad inizio stagione per rimpiazzare gli infortunati, ha impiegato molto più tempo per trovare il proprio ruolo. Un problema dal doppio volto, tecnico e mentale, poiché l'ex NBA si è dovuto adattare ad un contesto europeo che non aveva mai potuto sperimentare prima. Oggi Sampson ha capito come poter aiutare le VuNere sfruttando il suo dinamismo e provando ad imporsi nella partita con la sua energia straripante. Tenendo sempre a mente le differenze tra i due, può ricordare il Vince Hunter visto con Djordjevic: un centro mobile, atletico e dinamico, capace di rompere le trame difensive degli avversari. Importante per la sua crescita è stato l'appoggio psicologico dello staff tecnico e dei compagni, che hanno sempre creduto nelle sue potenzialità anche quando il campo raccontava ben altro.

Toko Shengelia, infine, ha aggiunto esperienza, talento e cinismo al roster della Virtus. Il campione georgiano si è messo completamente a disposizione della squadra, lottando in difesa, lucrando canestri, raccogliendo rimbalzi e sfornando assist illuminanti. Anche se qualcuno si aspettava dal georgiano 30 punti a partita, questi sono i contributi che servivano alla Segafredo e per i quali Shengelia è stato preso.

Tessitori e Alibegovic sono due gregari importanti che potranno rendersi molto utili nel finale di stagione bianconero, mentre chi deve dare una risposta effettiva è Kevin Hervey: l'ex Kuban è passato dall'essere un possibile crack clamoroso al diventare un semplice cambio che vaga per il campo. E' vero, c'è stato un infortunio pesante che può averlo spaventato, ma la stagione è nel suo momento più caldo e la Segafredo non può assolutamente permettersi di attendere le sue lune.


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