Lorenzo Musetti con un annuncio ufficiale sui social spiazza tutti i fan: la comunicazione è clamorosa, ecco cosa accadrà
Quanto pesa uno stop quando senti di essere vicino al salto definitivo? Quando il talento è lì, pronto a esplodere con continuità, ma il fisico decide di frenare tutto. Nel tennis succede. E quando succede, non guarda in faccia nessuno. Nemmeno uno come Lorenzo Musetti, che negli ultimi mesi aveva dato la sensazione di essere pronto a cambiare passo.
Il 2024 del carrarino era iniziato con ambizione e ritmo. Poi, quel quarto di finale agli Australian Open contro Novak Djokovic. Una partita intensa, giocata a viso aperto, prima del ritiro forzato che ha lasciato l’amaro in bocca. Da lì, solo silenzio, terapie e prudenza. E ora un’altra rinuncia pesante: Musetti non giocherà l’Atp 500 di Acapulco, in programma dal 23 febbraio al 1° marzo.
Il messaggio sui social: “Devo continuare la riabilitazione”
L’annuncio è arrivato direttamente dai suoi profili social, con parole semplici ma chiare: “Ho appena effettuato un nuovo controllo medico e devo continuare la mia riabilitazione prima di poter tornare in campo. Purtroppo non potrò partecipare al torneo di Acapulco”. Nessun giro di parole. Solo la realtà.
Il problema fisico rimediato a Melbourne non è ancora del tutto superato. E dopo aver già saltato Buenos Aires e Rio de Janeiro, il forfait in Messico conferma che il rientro richiederà ancora pazienza. In questi casi la fretta è il peggior nemico. Nel circuito ATP lo sanno bene: anticipare i tempi può trasformare un fastidio in un incubo stagionale.
Chi segue Musetti da vicino racconta di un lavoro meticoloso, quotidiano, senza scorciatoie. Riabilitazione, potenziamento, attenzione ai carichi. Il suo team vuole evitare ricadute. E questa è una scelta che guarda lontano, anche se nel breve termine fa male.
Classifica, calendario e un rientro da gestire con intelligenza

L’assenza dall’Atp 500 di Acapulco pesa anche in ottica classifica. Parliamo di un torneo importante, con punti pesanti e un livello competitivo alto. Restare fermo significa inevitabilmente perdere terreno, soprattutto in una fase dell’anno in cui il calendario corre veloce.
Ma c’è un aspetto che conta più di tutto: la tenuta fisica. Musetti ha dimostrato di poter competere con i migliori, ma per farlo con continuità serve un corpo che regga ritmo e intensità. Il match con Djokovic agli Australian Open aveva acceso qualcosa. Non solo nei tifosi, ma anche negli addetti ai lavori. La sensazione era quella di un giocatore più maturo, più consapevole.
Ora la priorità è tornare al 100%. Senza forzare. Senza rischiare di compromettere la stagione sulla terra battuta, superficie che per caratteristiche tecniche può esaltarlo. Il pubblico italiano aspetta, e lui lo sa. “Non vedo l’ora di tornare a competere”, ha scritto nel suo messaggio. È una promessa, ma anche un segnale di fame.
La vera domanda, adesso, non è quando tornerà. È come tornerà. Perché se questo stop servirà a presentare un Musetti ancora più solido e convinto, allora forse questa pausa avrà un senso. E chissà che il prossimo capitolo non inizi proprio da lì, da quel talento che aspetta solo di riprendersi il campo.





