Olimpiadi Milano-Cortina, Sinner sorprende tutti: il gesto è inaspettato

Tutto pronto per la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Milano-Cortina: il gesto di Jannik Sinner nei confronti dei Giochi sorprende tutti

Avreste mai pensato di non vedere Jannik Sinner tra i tedofori alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali? Eppure, è successo: il campione altoatesino, che da mesi era accostato a un ruolo simbolico nell’inaugurazione di Milano, ha scelto di seguire il suo programma di allenamento senza variazioni. Una decisione che ha sorpreso molti fan, ma che racconta molto del carattere e delle priorità di uno dei tennisti più promettenti al mondo.

Secondo alcune voci, Sinner sarebbe dovuto essere il terzultimo tedoforo, un momento simbolico che lo avrebbe visto camminare tra le luci e le bandiere del Villaggio Olimpico. Invece, il numero due del ranking mondiale ha deciso di rimandare ogni partecipazione “ufficiale” alle Olimpiadi, concentrandosi sulla stagione tennistica.

Dopo alcuni impegni con gli sponsor, lunedì prenderà il volo per Doha, dove lo aspetta il primo torneo ‘500’ del 2026. Una scelta strategica, ma anche un piccolo segnale di come Sinner gestisca la sua carriera con precisione quasi chirurgica, senza lasciarsi distrarre dal clamore mediatico.

Ambasciatore dei volontari: un ruolo che cambia prospettiva

I Cerchi olimpici a Cortina
Ambasciatore dei volontari: un ruolo che cambia prospettiva (Ansa Foto) – BolognaSportnews

Curiosamente, Sinner era stato nominato Ambasciatore dei volontari per le Olimpiadi. Un titolo importante, ma che pare non aver acceso la scintilla emotiva sperata: già dopo la sconfitta con Djokovic a Melbourne, le sue risposte sulle Olimpiadi erano più fredde del ghiaccio, con un “non lo so” che lasciava intendere dubbi sulla sua partecipazione.

Non c’è dubbio che il ruolo di rappresentanza richieda entusiasmo, ma a volte i numeri, i tornei e il percorso personale pesano di più. E Sinner sembra aver scelto di restare fedele a sé stesso, tra allenamenti, match e ambizioni future.

Dietro questa scelta, c’è più di una semplice questione di calendario: c’è la volontà di costruire una carriera solida, senza frenesia e senza distrazioni inutili. In un mondo in cui gli atleti vengono spesso “consumati” dal clamore mediatico, Sinner mostra una disciplina che fa riflettere.

E mentre Milano accende le luci per l’inaugurazione, Doha lo aspetta con campi pronti e sfide importanti: la domanda che rimane è se questo equilibrio tra dovere sportivo e impegno simbolico possa diventare un modello per altri giovani talenti. Chissà se, tra qualche anno, guardando indietro, questo forfait apparirà come un piccolo sacrificio necessario o come un segnale di maturità precoce.

Per chi vuole seguire da vicino il cammino di Sinner e delle Olimpiadi, resta interessante osservare come il campione affronterà i primi tornei del 2026 e se, in futuro, deciderà di rivedere le priorità tra rappresentanza e performance sportiva. Il suo viaggio continua, tra Doha e sogni olimpici, e ogni scelta racconta qualcosa di unico su chi è davvero Jannik Sinner.

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