Lorenzo Lucca subito in gol con la maglia del Nottingham Forest: in rete con il colpo di testa, la sua arma migliore, riaccende il rammarico per gli azzurri
A volte basta un colpo di testa, uno di quelli semplici solo in apparenza, per rimettere tutto in discussione. Lorenzo Lucca ha impiegato pochi minuti per lasciare il segno con la maglia del Nottingham Forest, entrando dalla panchina e trovando il gol nel finale di una partita già indirizzata. Un lampo, certo. Ma anche qualcosa di più: un segnale che rischia di trasformarsi presto in un piccolo, fastidioso rimpianto per il Napoli.
Nel 3-1 con cui il Leeds ha aperto la 25ª giornata di Premier League, il risultato era già scritto dopo le reti di Bogle, Okafor e Calvert-Lewin. Poi, al 54’, l’ingresso dell’attaccante italiano al posto di Igor Jesus. E a quattro minuti dal novantesimo, la specialità della casa: inserimento, stacco imperioso, palla in rete. Un gol che non cambia la partita, ma che racconta molto del momento e, forse, di una storia gestita in modo diverso rispetto alle aspettative.
L’impatto immediato di Lucca in Premier League
Arrivato in Inghilterra lo scorso 23 gennaio in prestito oneroso da 2 milioni di euro, con diritto di riscatto fissato a 35 milioni, Lucca ha trovato al Forest un contesto che sembra cucito sulle sue caratteristiche. Ritmi alti, gioco diretto, cross continui e difensori da affrontare corpo a corpo. Il terreno ideale per un centravanti che vive di duelli, spazi e presenza fisica.
Il gol contro il Leeds è arrivato quasi con naturalezza. Nessuna giocata forzata, nessun gesto plateale. Solo lettura dell’azione e tempismo. Elementi che in Premier League vengono spesso esaltati e che, invece, a Napoli sono rimasti sullo sfondo. Non perché mancassero le qualità, ma perché il contesto tecnico e tattico non ha mai davvero accompagnato la sua crescita.
Classe 2000, Lucca porta con sé un percorso particolare: Vicenza, Palermo, Pisa, Ajax, Udinese e poi Napoli. Esperienze diverse, spesso formative, ma anche frammentate. E forse proprio per questo avrebbe avuto bisogno di continuità e fiducia, più che di giudizi immediati.
Il rapporto mai sbocciato con Conte

Il passaggio al Napoli doveva rappresentare il salto definitivo. E invece, con Antonio Conte, la scintilla non è mai scattata. In stagione Lucca ha collezionato 23 presenze complessive, ma appena 595 minuti totali. Numeri che raccontano più di qualsiasi analisi. Due gol, entrambi al Maradona: uno in Serie A contro il Pisa e uno in Coppa Italia contro il Cagliari. Sempre in casa. Sempre lontano da una vera continuità.
Conte ha fatto altre scelte, puntando su attaccanti più mobili o più funzionali al suo sistema. Scelte legittime, ma che oggi aprono una riflessione. Perché Lucca non è mai stato davvero messo al centro di un progetto tecnico. Spesso utilizzato a gara in corso, quasi come ultima risorsa, raramente servito nel modo che più gli è congeniale.
In Premier, invece, sembra bastare poco: palloni in area, fiducia e spazio per sbagliare. Elementi che, a Napoli, non sempre ha avuto.
Un rimpianto che può crescere col tempo
Lucca resta sotto contratto con il Napoli fino al giugno 2030. Formalmente, dunque, il suo futuro è ancora legato agli azzurri. Ma il prestito al Nottingham Forest ha tutto il sapore di un banco di prova decisivo. Se dovesse continuare su questa strada, il diritto di riscatto potrebbe trasformarsi in qualcosa di più concreto. E allora, a Castel Volturno, qualcuno potrebbe iniziare a farsi delle domande.
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Il calcio vive di contesti e di timing. A volte non è solo una questione di talento, ma di come e quando lo si sceglie di utilizzare. Lucca, con quel colpo di testa nel finale, ha acceso una luce. Non accecante, ma sufficiente per far riflettere. E la sensazione è che questa storia, in Inghilterra, sia appena cominciata.





