Le parole dell’esterno rossoblù Riccardo Orsolini sul rinnovo, i relativi retroscena e la scelta di proseguire a Bologna
Uno dei temi caldi dell’estate rossoblù è stato senza dubbio il rinnovo di Riccardo Orsolini, ufficializzato nelle scorse settimane. Una storia, quella con il Bologna, che prosegue nonostante qualche polemica legata alla lunga attesa per mettere nero su bianco un legame quasi indissolubile, iniziato nel lontano 2018. In merito al prolungamento ci ha tenuto a fare chiarezza il diretto interessato nel corso dell’intervista rilasciata a Il Resto del Carlino. Andiamo a riportare di seguito quanto dichiarato.
Le parole di Orsolini sul rinnovo
Orsolini esordisce commentando così i tempi lunghi per firmare il rinnovo: “Ci è voluto tanto perché era un contratto lungo, prevedeva tante clausole, bonus: tante situazioni che non erano sistemabili in poco tempo. Ogni volta veniva fuori un cavillo diverso: un giorno una cosa andava bene, il giorno dopo no e quindi se ne doveva riparlare. A livello burocratico non poteva essere una cosa che si chiudeva in cinque minuti. E poi c’erano tempistiche della società da rispettare, c’erano anche altre priorità. Anche l’ultimo rinnovo l’avevo firmato in questo periodo, quindi non capisco tutta questa pressione. Si è creato un caso che non c’era”.
Poi prosegue: “Io non ho detto niente apposta. Sarebbe stato facile fare una banale storia su Instagram e dire ‘stanno uscendo tante cose false…’. Non l’ho volutamente fatto: volevo vedere fino a dove ci si sarebbe spinti”.
Le parole di Orsolini
Successivamente precisa: “Tanti hanno detto che era una questione di soldi: no, i soldi non c’entrano niente. Se avessi voluto dare priorità ai soldi, avrei già salutato tutti l’estate scorsa e sarei andato a prendere dieci sacchi all’anno (in Arabia, ndr). Poi sul rinnovo ho letto certe cifre… cifre che se fossero vere, ti dico ‘ma magari’. Se avessi guardato solo ai soldi – con tutto il rispetto – non sarei rimasto qua. Alcuni giudizi mi hanno fatto rimanere male. Altri, invece, mi hanno fatto ridere. Come quelli che hanno detto: ‘Orso non lo vuole nessuno’. Che poi ovviamente non era vero…”.
In seguito ammette di aver ricevuto altre proposte: “Se c’erano altre offerte? Sì, da quei campionati dove ti coprono d’oro, ma non solo: anche dall’Italia, devo essere onesto. Persino poco prima di firmare mi hanno chiamato club di A dicendomi: ‘Aspetta, ripensaci’. Sarebbe stato facile magari fare l’ultimo anno qua e poi andare via a zero. Squadre che offrivano l’Europa? Non lo so, non ricordo (ride, ndr)”.
Infine chiosa sulla scelta di rimanere a Bologna: “Il club e la città hanno sempre avuto la precedenza. E’ una scelta di vita. Bologna è una seconda casa, il posto che mi ha permesso di crescere e diventare il calciatore e la persona che sono oggi. Qua negli ultimi anni si può esprimere calcio meglio che in altre piazze. Andare a fare uno dei tanti da un’altra parte non mi interessava”.





