Match Analysis: la Roma di Josè Mourinho

Andiamo ad analizzare i princìpi di gioco della Roma di Josè Mourinho, prossimo avversario del Bologna

Scritto da Tommaso Ferrarello  | 

Turno infrasettimanale che vedrà i rossoblù affrontare la Roma di Josè Mourinho. Una bellissima sfida per i ragazzi di Mihajlovic che, dopo aver vinto con lo Spezia, vogliono confrontarsi contro una delle big del nostro campionato. L'obiettivo è capire il livello di maturità raggiunto dal Bologna in una stagione che sta finalmente regalando tante soddisfazioni ai tifosi. Ricordiamo che nelle ultime 4 partite i rossoblù ne hanno vinte 3 e persa soltanto una. Un ruolino di marcia importante che spinge la piazza felsinea a volersi confrontare con ancora più determinazione contro una squadra forte come la Roma. Mihajlovic, nella consueta conferenza stampa della vigilia, ha sottolineato l'importanza di essere più concreti e cinici in zona gol, pur non perdendo la fondamentale solidità difensiva.  

La formazione allenata da Josè Mourinho, dopo un inizio di stagione molto positivo, ha incontrato diversi ostacoli sul suo cammino. I punti persi per strada sono diventati troppi, ma dall'alto della sua sapiente gestione ha capito le difficoltà della rosa, andando poi a modificare determinati aspetti. Dopo le due sconfitte subite con Milan e Venezia, l'allenatore portoghese ha messo mano al modulo, passando alla difesa a 3. Il risultato è stato ottimo, tanto che la Roma ha vinto le ultime due partite contro Genoa e Torino senza neanche subire gol. Marchio di fabbrica del gioco di Mourinho è infatti sempre stata la fase di non possesso. I giallorossi al momento si posizionano come terza miglior difesa del campionato, con 15 reti subite, ma con un reparto offensivo non particolarmente prolifico (24 gol messi a segno). Pesa la mancanza di un bomber d'area di rigore capace di finalizzare la manovra offensiva. L'attuale attaccante Tammy Abraham, pur essendo molto importante per lo sviluppo del gioco, fatica parecchio ha segnare con continuità.

SISTEMA DI GIOCO

Mourinho, come dicevamo precedentemente, aveva iniziato la stagione insistendo parecchio sul modulo 1-4-2-3-1. Questo assetto, però, nel corso delle settimane ha perso di solidità e convinzione, motivo per cui il tecnico portoghese è stato spinto a ripensare a qualche modifica. Nelle ultime due giornate la formazione dei giallorossi è stata organizzata in una sorta di 1-3-5-2 molto fluido. Grazie a due 'clean sheet' ottenuti proprio in virtù del cambio di modulo, Mourinho ha ritrovato quella solidità difensiva tanto fondamentale nel nostro campionato.

FASE DI POSSESSO PALLA

Analizzando la Roma nell'ultima partita di campionato contro il Torino, possiamo notare con chiarezza e precisione i nuovi principi di gioco. La fase di impostazione avviene quasi sempre dal basso, con una costruzione che coinvolge i tre difensori del reparto più il metodista, che può essere o Diawara o Pellegrini, con quest'ultimo che salterà la partita contro il Bologna per fastidi muscolari.  

IMMAGINE 1 - Posizionamento della Roma sul primo possesso palla. Una sorta di 3-1-4-1-1

Mourinho ha costruito una squadra che gioca un calcio molto verticale e veloce. Difatti la Roma non ha in rosa dei gran palleggiatori, ma in prevalenza calciatori adatti alle transizioni, dotati di gamba, forza e velocità. La strategia principale è dunque utilizzare la verticalità. Spesso, con palla ai difensori o a chi imposta il gioco, si cerca l'attacco diretto su Abraham o Zaniolo, con il reparto di centrocampo sempre pronto ad accorciare e a dare sostegno. Questo permette sia di saltare la pressione avversaria, ma anche di andare subito ad attaccare con tanti uomini nell'altra metà campo. 

IMMAGINE 2 - Verticalità immediata: il metodista Pellegrini verticalizza subito per Abraham che gli detta il passaggio in verticale

L'acquisto di Abraham nel mercato estivo, è stato necessario proprio per questa ragione. La punta inglese è molto forte negli spazi aperti e nell'attaccare la profondità. E' un attaccante verticale che predilige giocare lungo piuttosto che sulla figura. Mourinho l'ha richiesto espressamente alla dirigenza in modo tale da riuscire a sviluppare al meglio il suo gioco.

Il gol proprio dell'attaccante inglese contro il Torino, è il riassunto perfetto della ricerca della verticalità di cui stiamo parlando. Ibanez porta palla e accompagna l'azione, poi serve in verticale tra le linee Mkhitaryan che ha un po' di spazio da prendersi (immagine 3). Il fantasista armeno punta forte verso la porta e poi va a servire nuovamente in verticale Zaniolo, che lascia però scorrere per Abraham. L'attaccante della Roma si gira e segna l'unico gol della partita. Questo denota come la Roma di Mourinho voglia impostare un gioco veloce, sempre orientato alla verticalità, al guardare in avanti per andare più velocemente possibile ad attaccare la difesa avversaria. Con praticamente 3 tocchi sono partiti dal centrocampo e sono riusciti ad andare a segnare.

IMMAGINE 3 - L'azione che porta al gol del vantaggio romanista: Ibanez serve in verticale Mkhitaryan che va a puntare la linea difensiva del Torino
IMMAGINE 4 - L'armeno va a servire in verticale Zaniolo che lascia scorrere per Abraham. L'inglese segna il gol dell'1 a 0

Nel complesso, inoltre, c'è da stare molto attenti anche agli inserimenti dei vari Zaniolo, Veretout, Mkhitaryan, tutti calciatori molto ‘verticali’ che si buttano dentro l'area senza palla con notevole continuità.

FASE DI NON POSSESSO

La Roma effettua una fase difensiva in modalità differenti a seconda della posizione del pallone. Sulla prima costruzione abbiamo una pressione forte, orientata ad obbligare gli avversari ad andare sulle corsie esterne. Tutti i giocatori della Roma si posizionano sui propri riferimenti per chiudere gli scarichi vicini al gioco e costringere gli avversari ad effettuare giocate poco precise. Come si evince dall'immagine 5, il Torino viene ‘obbligato’ ad andare verso la zona esterna del campo, con i giallorossi che difendono in avanti, posizionati a pochi metri dai rispettivi riferimenti e pronti ad accorciare in caso di scarico del pallone. Un approccio che personalmente definisco ‘moderno’ nella fase di non possesso palla.

IMMAGINE 5 - Sulla prima pressione avversaria si orienta il gioco sull'esterno per poi alzare la pressione con tutti i giocatori sui riferimenti

Se la prima pressione non porta al recupero del pallone, con gli avversari che riescono ad uscire e ad arrivare a centrocampo, la Roma si ricompatta dietro. I due esterni di centrocampo vanno a fare i terzini, creando una linea difensiva unica di 5 uomini. A centrocampo restano in 3, mentre in avanti si abbassano anche le due punte, che partecipano attivamente alla fase difensiva. Dunque la Roma si ridisegna con una sorta di 1-3-5-2 (immagine 6).

IMMAGINE 6 - Con gioco a centrocampo degli avversari la Roma si schiera con un 1-5-3-2 molto compatto

In area di rigore, invece, la Roma si schiera difendendo a uomo, che sia su un cross dalle corsie esterne, un calcio piazzato o un calcio d'angolo. Si creano dunque dei veri e proprio duelli individuali in cui è fondamentale essere solidi e vincerli. 

PUNTI DI FORZA: squadra con buone individualità; giocatori abili tecnicamente; verticalità eseguita molto bene; densità sulla trequarti avversaria con numerosi giocatori tecnici.

PUNTI DEBOLI: poca qualità nel primo giro palla in costruzione; difensori non sempre attenti per tutti i 90'.


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