Si riducono sempre di più le speranze per un ripescaggio dell’Italia al Mondiale del 2026 in Nord America: gli ultimi dettagli
Sono ore decisive per sapere quali saranno definitivamente le 48 squadre che parteciperanno al Mondiale del 2026 in Nord America, ossia in Usa, Messico e Canada. L’ultimo slot della discordia è quello dell’Iran, seppur la nazionale asiatica si sia qualificata sul campo, regna l’incertezza per la delicata situazione politica che si è scatenata a causa dell’attacco di Trump nei confronti del governo e della popolazione iraniana degli scorsi mesi.
Caso Iran, il piano di Infantino
Un clima di incertezza che Infantino ha provato a mediare con la diplomazia ma che ha nascosto delle incoerenze. Da prima nonostante la situazione del presidente della federazione, a cui è stato negato l’accesso all’ultima riunione indetta dal presidente FIFA in Canada per rapporti in passato con associazioni ritenute terroristiche al governo e poi per richieste da parte dell’Iran di non giocare in USA, condizioni negate dallo stesso Infantino.
Allo stesso tempo, è spuntata l’ipotesi ripescaggio per l’Italia. Gli azzurri occupano il posto nel ranking più alto tra le selezioni non qualificate e non c’è un vero e proprio regolamento, si va sempre a discrezione della FIFA.

Ripescaggio Italia, l’annuncio che potrebbe spegnere le speranze
Ecco di seguito le parole di Grafstrom in merito alla partecipazione dell’Iran ai prossimi Mondiali: “Abbiamo avuto un incontro eccellente e costruttivo con la Federazione calcistica iraniana. Stiamo collaborando strettamente e non vediamo l’ora di accoglierli ai Mondiali FIFA“. Anche il presidente della Federcalcio, Taj, ha assicurato: “Abbiamo discusso di tutto”.
Delle parole che se seguite con i fatti chiudono definitivamente la speranza per l’Italia di un ripescaggio.





