Giovanni Sartori non è soltanto un direttore sportivo, ma un autentico architetto del calcio moderno. Dopo i miracoli con Chievo e Atalanta, ha portato il Bologna a un livello superiore. La vittoria in Coppa Italia rappresenta il culmine di un progetto costruito con pazienza e strategia. L’impresa non è casuale: è il frutto di scelte intelligenti, di giovani promesse scoperte con intuizione e giocatori di esperienza inseriti nei ruoli chiave.
Il Resto del Carlino sottolinea come Sartori sia stato capace di costruire progetti vincenti con risorse limitate, prima al Chievo e poi all’Atalanta, dove ha scoperto talenti come Freuler (oggi un pilastro dei rossoblù), Gosens e Hateboer, protagonisti delle scalate europee dei bergamaschi. A Bologna ha replicato la sua formula con giocatori come Ndoye, Castro e Ferguson, autentiche sorprese della stagione. Sartori ha messo in piedi un undici titolare di grande valore, investendo circa 80 milioni di euro, una cifra che molte società spendono per un paio di giocatori. Un lavoro di qualità, riconosciuto da tutto l’ambiente calcistico.
Come evidenziato dal Resto del Carlino, l’intuizione di Sartori nel mercato è stata chiave per la crescita del Bologna. La rosa che ha trionfato in Coppa Italia è costata circa 80 milioni: Skorupski (9), Miranda (parametro zero), Lucumì (8), Beukema (7.98), Holm (7.70), Freuler (1.90), Ferguson (2), Ndoye (10.15), Orsolini (15), Fabbian (5.37), Castro (13.20). Cifre contenute rispetto al valore attuale di questi giocatori, che ora tocca vette ben più alte. Un esempio lampante è Ndoye, pagato poco più di 10 milioni e oggi valutato intorno ai 25 milioni, o Castro, arrivato per 13.2 milioni e ora stimato oltre i 35 milioni.
Ma il vero capolavoro di Sartori è rappresentato dalle plusvalenze registrate con Zirkzee e Calafiori, ceduti in Premier League per una cifra complessiva di 82 milioni di euro, garantendo al Bologna un guadagno netto impressionante. Sartori non si è limitato a scoprire talenti: li ha valorizzati e fatti esplodere, creando un ciclo virtuoso di entrate e investimenti che sta rendendo il Bologna una realtà di spicco anche sul piano economico.
Dopo la Coppa Italia, il progetto di Sartori guarda avanti. Come riportato dal Resto del Carlino, l’Europa non è più un sogno ma un obiettivo concreto. La strategia resta chiara: inserire giovani di talento, giocatori di esperienza e continuare a valorizzare le risorse già presenti. Con questo metodo, il Bologna punta a consolidarsi tra le grandi della Serie A, puntando anche a competizioni europee con ambizione e idee chiare.
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